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gitmagic 20140125-1
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== Lezioni di storia ==

Una delle conseguenze della natura distribuita di Git è che il corso
storico può essere modificato facilmente. Ma se alterate il passato fate
attenzione: riscrivete solo le parti di storia che riguardano solo voi.
Nello stesso modo in cui nazioni dibattono le responsabilità di
atrocità, se qualcun altro ha un clone la cui storia differisce dalla
vostra, avrete problemi a riconciliare le vostre differenze.

Certi sviluppatori insistono che la storia debba essere considerata
immutabile, inclusi i difetti. Altri pensano invece che le strutture
storiche debbano essere rese presentabili prima di essere presentate
pubblicamente. Git è compatibile con entrambi i punti di vista. Come con
l'uso di clone, branch e merge, riscrivere la storia è semplicemente un
altra capacità che vi permette Git. Sta a voi farne buon uso.

=== Mi correggo ===

Avete appena fatto un commit, ma ora vi accorgete che avreste voluto
scrivere un messaggio diverso? Allora eseguite:

 $ git commit --amend

per modificare l'ultimo messaggio. Vi siete accorti di aver dimenticato
di aggiungere un file? Allora eseguite *git add* per aggiungerlo, e
eseguite il comando precedente.

Volete aggiungere qualche modifica supplementare nell'ultimo commit?
Allora fatele e eseguite:

 $ git commit --amend -a

=== ... e ancora di più ===

Supponiamo che il problema precedente è dieci volte peggio. Dopo una
lunga seduta avete fatto parecchi commit. Ma non siete soddisfatto da
come sono organizzati, e alcuni messaggi di commit potrebbero essere
riscritti meglio. Allora digitate:

 $ git rebase -i HEAD~10

e gli ultimi 10 commit appariranno nel vostro $EDITOR di teso
preferito. Ecco un piccolo estratto come esempio:

    pick 5c6eb73 Added repo.or.cz link
    pick a311a64 Reordered analogies in "Work How You Want"
    pick 100834f Added push target to Makefile

I commit più vecchi precedono quelli più recenti in questa lista, a
differenza del comando `log`. Qua 5c6eb73 è il commit più vecchio e
100834f è il più recente. In seguito:

- Rimuovete un commit cancellando la sua linea. È simile al comando
  revert, ma è come se il commit non fosse mai esistito.
- Cambiate l'ordine dei commit cambiando l'ordine delle linee.
- Sostituite `pick` con:
   * `edit` per marcare il commit per essere modificato.
   * `reword` per modificare il messaggio nel log.
   * `squash` per fare un merge del commit con quello precedente.
   * `fixup` per fare un merge di questo commit con quello precedente e rimuovere il messaggio nel log.

Ad esempio, possiamo sostituire il secondo `pick` con `squash`:

    pick 5c6eb73 Added repo.or.cz link
    squash a311a64 Reordered analogies in "Work How 'ou Want"
    pick 100834f Added push target to Makefile

Dopo aver salvato ed essere usciti dal file, Git fa un merge di a311a64
in 5c6eb73. Quindi *squash* fa un merge combinando le versioni nella
versione precedente.

Git quindi combina i loro messaggi e li presenta per eventuali
modifiche. Il comando *fixup* salta questo passo; il messaggio log a cui
viene applicato il comando viene semplicemente scartato.

Se avete marcato un commit con *edit*, Git vi riporta nel passato, al
commit più vecchio. Potete correggere il vecchio commit come descritto
nella sezione precedente, e anche creare nuovi commit nella posizione
corrente. Non appena siete soddisfatto con le rettifiche, ritornate in
avanti nel tempo eseguendo:

 $ git rebase --continue

Git ripercorre i commit fino al prossimo *edit*, o fino al presente se
non ne rimane nessuno.

Potete anche abbandonare il vostro tentativo di cambiare la storia con
'rebase' nel modo seguente:

 $ git rebase --abort

Quindi fate dei commit subito e spesso: potrete mettere tutto in ordine
più tardi con 'rebse'.

=== E cambiamenti locali per finire ===

State lavorando ad un progetto attivo. Fate alcuni commit locali, e poi vi
sincronizzate con il deposito ufficiale con un merge. Questo ciclo si
ripete qualche volta fino a che siete pronti a integrare a vostra volta
i vostri cambiamenti nel deposito centrale con 'push'.

Ma a questo punto la storia del vostro clone Git locale è un confuso
garbuglio di modifiche vostre e ufficiali. Preferireste vedere tutti i
vostri cambiamenti in una sezione contigua, seguita dai cambiamenti
ufficiali.

Questo è un lavoro per *git rebase* come descritto precedentemente. In
molti casi potete usare la flag *--onto* per evitare interazioni.

Leggete *git help rebase* per degli esempi dettagliati di questo
fantastico comando. Potete scindere dei commit. Potete anche
riarrangiare delle branch di un deposito.

State attenti: rebase è un comando potente. In casi complessi fate prima
un backup con *git clone*.

=== Riscrivere la storia ===

Occasionalmente c'è bisogno  di fare delle modifiche equivalenti a
cancellare con persone da una foto ufficiale, cancellandole dalla storia
in stile Stalinista. Per esempio, supponiamo che avete intenzione di
pubblicare un progetto, ma che questo include un file che per qualche
ragione volete tenere privato. Diciamo ad esempio che ho scritto il mio
numero di carta di credito in un file che ho aggiunto per sbaglio al
progetto. Cancellare il file non è abbastanza, visto che si può ancora
recuperare accedendo ai vecchi commit. Quello che bisogna fare è
rimuovere il file da tutti i commit:

 $ git filter-branch --tree-filter 'rm file/segreto' HEAD

Nella documentazione in *git help filter-branch* viene discusso questo
esempio e dà anche un metodo più rapido. In generale, *filter-branch* vi
permette di modificare intere sezioni della storia con un singolo
comando.

In seguito la cartella +.git/refs/original+ conterrà lo stato del vostro
deposito prima dell'operazione. Verificate che il comando filter-branch
abbia fatto quello che desiderate, e cancellate questa cartella se
volete eseguire ulteriori comandi filter-branch.

Infine rimpiazzate i cloni del vostro progetto con la versione
revisionata se avete intenzione di interagire con loro più tardi.

=== Fare la storia ===

[[makinghistory]]
Volete far migrare un progetto verso Git? Se è gestito con uno dei
sistemi più diffusi, è molto probabile che qualcuno abbia già scritto
uno script per esportare l'intera storia verso Git.

Altrimenti, documentatevi sul comando *git fast-import* che legge un
file di testo in un formato specifico per creare una storia Git a partire
dal nulla. Tipicamente uno script che utilizza questo comando è uno
script usa-e-getta scritto rapidamente e eseguito una volta sola per far
migrare il progetto.

Come esempio, incollate il testo seguente in un file temporaneo
chiamato `/tmp/history`:
----------------------------------
commit refs/heads/master
committer Alice <alice@example.com> Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000
data <<EOT
Commit iniziale
EOT

M 100644 inline hello.c
data <<EOT
#include <stdio.h>

int main() {
  printf("Hello, world!\n");
  return 0;
}
EOT


commit refs/heads/master
committer Bob <bob@example.com> Tue, 14 Mar 2000 01:59:26 -0800
data <<EOT
Remplacement de printf() par write().
EOT

M 100644 inline hello.c
data <<EOT
#include <unistd.h>

int main() {
  write(1, "Hello, world!\n", 14);
  return 0;
}
EOT
----------------------------------

Poi create un deposito Git a partire da questo file temporaneo
eseguendo:

 $ mkdir project; cd project; git init
 $ git fast-import --date-format=rfc2822 < /tmp/history

Potete fare il checkout dell'ultima versione di questo progetto con:

 $ git checkout master .

Il comando *git fast-export* può convertire qualsiasi deposito Git nel
formato *git fast-import*, che vi permette di studiare come funzionano
gli script di esportazione, e vi permette anche di convertire un
deposito in un formato facilmente leggibile. Questi comandi permettono
anche di inviare un deposito attraverso canali che accettano solo
formato testo.

=== Dov'è che ho sbagliato? ===

Avete appena scoperto un bug in una funzionalità del vostro programma
che siete sicuri funzionasse qualche mese fa. Argh! Da dove viene questo
bug? Se solo aveste testato questa funzionalità durante lo sviluppo!

Ma è troppo tardi. D'altra parte, a condizione di aver fatto dei commit
abbastanza spesso, Git può identificare il problema.

 $ git bisect start
 $ git bisect bad HEAD
 $ git bisect good 1b6d

Git estrae uno stato a metà strada di queste due versioni (HEAD e 1b6d).
Testate la funzionalità e, se ancora non funziona:

 $ git bisect bad

Altrimenti rimpiazzate "bad" con "good". Git vi trasporta a un nuovo
stato a metà strada tra le versioni "buone" e quelle "cattive",
riducendo così le possibilità. Dopo qualche iterazione, questa ricerca
binaria vi condurrà al commit che ha causato problemi. Una volta che la
vostra ricerca è finita, ritornate allo stato originario digitando:

 $ git bisect reset

Invece di testare ogni cambiamento a mano, automatizzate la ricerca
scrivendo:

 $ git bisect run my_script

Git usa il valore di ritorno dello script 'my_script' che avete passato
per decidere se un cambiamento è buono o cattivo: my_script deve
terminare con il valore 0 quando una versione è ok, 125 quando deve
essere ignorata, o un valore tra 1 e 127 se ha un bug. Un valore di
ritorno negativo abbandona il comando bisect.

Ma potete fare molto di più: la pagina di help spiega come visualizzare
le bisezioni, esaminare o rivedere il log di bisect, e eliminare noti
cambiamenti innocui per accelerare la ricerca.

=== Chi è che ha sbagliato?  ===

Come in molti altri sistemi di controllo di versione, Git ha un comando
per assegnare una colpa:

 $ git blame bug.c

Questo comando annota ogni linea del file mostrando chi l'ha cambiata
per ultimo e quando. A differenza di molti altri sistemi di controllo di
versione, questa operazione è eseguita off-line, leggendo solo da disco
locale.

=== Esperienza personale ===

In un sistema di controllo di versione centralizzato le modifiche della
storia sono un'operazione difficile, che è solo disponibile agli
amministratori. Creare un clone, una branch e fare un merge sono delle
operazioni impossibili senza una connessione di rete. La stessa cosa
vale per operazioni di base come ispezionare la storia, o fare il commit
di un cambiamento. In alcuni sistemi, è necessaria una connessione di
rete anche solo per vedere le proprie modifiche o per aprire un file con
diritto di modifica.

Sistemi centralizzati precludono il lavoro off-line, e necessitano
infrastrutture di rete più ampie all'aumentare del numero di
sviluppatori. Ancora più importante è il fatto che le operazioni sono a
volte così lente da scoraggiare l'uso di alcune funzioni  avanzate, a
meno che non siano assolutamente necessarie. In casi estremi questo può
valere addirittura per comandi di base. Quando gli utenti devono
eseguire comandi lenti, la produttività viene compromessa per via delle
continue interruzioni del flusso di lavoro.

Ho sperimentato questi fenomeni personalmente. Git è stato il primo
sistema di controllo di versione che ho utilizzato. Mi sono velocemente
abituato al suo uso, dando per scontate molte funzionalità. Assumevo
semplicemente che altri sistemi fossero simili: scegliere un sistema di
controllo di versione non mi sembrava diverso da scegliere un editor di
testo o un navigatore web.

Sono rimasto molto sorpreso quando più tardi sono obbligato ad
utilizzare un sistema centralizzato. Una connessione internet instabile
ha poca importanza con Git, ma rende lo sviluppo quasi impossibile
quando il sistema esige che sia tanto affidabile quanto il disco locale.
Inoltre, mi sono trovato ad evitare l'uso di alcuni comandi per via
delle latenze che comportavano, fatto che finalmente mi impediva di
seguire il metodo di lavoro abituale.

Quando dovevo eseguire un comando lento, le interruzioni influivano
molto negativamente sulla mia concentrazione. Durante l'attesa della
fine delle comunicazioni col server, facevo qualcos'altro per passare il
tempo, come ad esempio controllare le email o scrivere della
documentazione. Quando ritornavo al lavoro iniziale, il comando aveva
terminato da tempo e mi ritrovare a dover cercare di ricordare che cosa
stessi facendo. Gli esseri umani non sono bravi a passare da un contesto
all'altro.

C'erano anche interessanti effetti di tragedia dei beni comuni:
prevedendo congestioni di rete, alcuni utenti consumavano più banda di
rete che necessario per effettuare operazioni il cui scopo era di
ridurre le loro attese future. Questi sforzi combinati risultavano ad
aumentare ulteriormente le congestioni, incoraggiando a consumare ancora
più larghezza di banda per cercare di evitare latenze sempre più lunghe.