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%Beginners guide to wmii
%Copyright (C) 2005,2006 by Steffen Liebergeld
%This program is free software; you can redistribute it and/or
%modify it under the terms of the GNU General Public License
%as published by the Free Software Foundation; either version 2
%of the License, or (at your option) any later version.
%This program is distributed in the hope that it will be useful,
%but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of
%MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the
%GNU General Public License for more details.
%You should have received a copy of the GNU General Public License
%along with this program; if not, write to the Free Software
%Foundation, Inc., 51 Franklin Street, Fifth Floor, Boston, MA 02110-1301, USA.
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\date{\today}
\author{Stefano K. Lee}
\title{Wmii: guida introduttiva}
%\email{wizinblack@gmail.com}
\begin{document}
\maketitle
\tableofcontents
\newpage
\section{Cose da sapere}
\subsection{Wmii - la seconda generazione del window manager improved}
wmii \`e un window manager molto leggero per X Window System,
che permette una sintesi tra il layout tradizionale, quello a schede e
quello a finestre affiancate (tiled). Molte di queste
caratteristiche furono a suo tempo introdotte dai window manager
Ion e LarsWM.
Inoltre, wmii implementa un fileserver basato su socket,
a cui \`e necessario accedere per configurare e controllare il
comportamento del wm. L'idea alla base di questo approccio
basato su file deriva dal sistema operativo Plan9 e si pu\`o
ritrovare nell'ambiente di programmazione Acme. Wmii \`e in realt\`a composto
dal window manager in s\'e stesso e da un certo numero di
utility, quali wmibar, wmifs, wmimenu, wmikeys, wmiplumb, wmir e
wmiwarp.
\subsection{Questo documento}
Questa guida \`e la traduzione italiana di \emph{A beginners
guide to wmii}, di Steffen Liebergeld. Vi insegner\`a tutto
quello che serve per convivere in modo proficuo con
wmii. Imparerete ad installare e configurare il window manager e
come iniziare ad usarlo. Saranno illustrate anche alcune scelte
di design. Dopo aver letto questa guida sarete innamorati di
wmii, ma soprattutto sarete in grado di utilizzarlo con molto
pi\`u profitto di prima.
\subsection{A chi ci rivolgiamo, ovvero cose che dovete gi\`a sapere}
Questo testo \`e scritto per utenti che hanno molta
esperienza nell'utilizzo di Unix e che conoscono abbastanza bene
i concetti base di X Window System. \`E, in altre parole,
rivolto a persone curiose di conoscere nuovi metodi di
interazione con il loro computer, e che hanno un atteggiamento
aperto nei confronti delle nuove tecnologie. Forse il termine
\emph{Hacker} descrive al meglio il pubblico a cui ci
rivolgiamo.
\section{Installare e configurare wmii}
\subsection{Ottenere wmii}
Wmii \`e rilasciato secondo i termini della MIT/X Consortium
License. Significa che chiunque \`e autorizzato a usare,
copiare, modificare, integrare, pubblicare, distribuire,
sottolicenziare e/o vendere copie del Software, e permettere ai
destinatari del Software di fare lo stesso. Ricordiamo che il
software \`e rilasciato senza nessuna garanzia di alcun tipo.
Potete naturalmente scaricare i sorgenti di wmii da
http://wmi.modprobe.de. La maggior parte delle distribuzioni
Linux mette gi\`a a disposizione dei pacchetti precompilati.
Se desiderate provare i sorgenti pi\`u aggiornati e avanzati,
li potete facilmente scaricare dal repository darcs.
\subsection{Configurazione}
I sorgenti di wmii contengono un file, ``config.mk'', che contiene
tutte le opzioni modificabili prima della compilazione.
Il settaggio pi\`u importante \`e PREFIX, che definisce il
percorso di installazione di wmii. In questo file \`e anche
possibile scelgliere se compilare wmii con il supporto alla
libreria grafica cairo. Ad ogni modo, dal momento che cairo
sembra piuttosto instabile, non vi incoraggiamo a farlo. E poi,
non ne avrete comunque bisogno.
\subsection{Installazione}
Dopo aver configurato wmii, baster\`a eseguire \texttt{make} per
avviare la compilazione.
Una volta terminata, potete installare wmii come superuser con
il comando \emph{make install}.
Dopo l'installazione, copiate i file presenti in PREFIX/etc/wmii
nella directory locale \emph{.wmii}.
Ricordate che, nell'installazione di default, PREFIX corrisponde a
\emph{/usr/local/}.
Per rendere wmii il vostro window manager di default, inserite
le seguenti linee in \emph{~/.xinit}( o in \emph{~/.xsession} se
utilizzare un display manager come xdm):
\begin{verbatim}
#!/bin/sh
exec wmii
\end{verbatim}
\subsection{Adattare wmii alle vostre esigenze}
La directory \emph{~/.wmii} contiene una serie di file che vi
permettono di configurare wmii a vostro piacimento.
All'avvio, wmii esegue il file \emph{rc} posto nella directory
\emph{~.wmii}. Pu\`o trattarsi di qualsiasi eseguibile, sia
binario che shell script. \emph{rc} ha bisogno di due parametri,
\emph{start} e {stop}. \`E attraverso l'opzione \emph{start} che
\emph{rc} configura il virtual filesystem interno di wmii.
Un aspetto molto importante consiste nell'utilizzo di un nuovo
princ\`ipio di comunicazione tra processi per la configurazione
e l'utilizzo di wmii. L'approccio consiste in una
rappresentazione dei dati come se fossero in un
filesystem. L'ispirazione deriva dal sistema operativo Plan9 e
al suo ambiente di sviluppo, ACME.
Questo filesystem interno sar\`a, in futuro, montabile
direttamente in una directory unix, permettendo cos\`i di
attingere alla piena potenza dei tool standard della shell per
utilizzare wmii.
Per ora, tuttavia, ci limiteremo alla configurazione standard,
che \`e gi\`a di per s\'e piuttosto potente. Vedremo pi\`u
avanti le basi per la manipolazione dei file e del filesystem.
\section{Terminologia}
\subsection{Pagine)}
L'intera area visibile sul monitor \`e chiamata ``pagina''
(``page''). \`E importante che lo ricordiate, perch\'e potrete
applicare i layout solo alle pagine.
\subsection{Frame}
I frame sono esattamente quello che il termine inglese
\emph{suggerisce}: aree rettangolari nella pagina, che
contengono i client X (ad esempio, un Xterm). Nella
configurazione di default di Wmii i frame hanno una barra del
titolo con una stringa che identifica il client contenuto.
\subsection{Client}
Qualsiasi programma X, o, per meglio dire, qualsiasi programma
che disegna una finestra in un server X \`e chiamato ``client''.
Pi\`u avanti sarete in grado di manipolare i client in vari
modi, ma per ora \`e importante sapere che un solo client per
volta riceve l'input. Nella nostra terminologia, il client in
questione \`e ``selezionato''\footnote{secondo X Window System,
si direbbe che il \emph{Client ha il focus}}.
\subsection{Layout}
Un layout definisce il comportamento di una pagina: controlla il
modo in cui i frame sono disposti nella pagina.
\subsection{Azioni}
Le ``azioni'' (``actions'') sono tutti quei comandi usati per
manipolare il window manager, come ad esempio ingrandire una
finestra o eseguire un programma.
\section{Come iniziare}
Prima di eseguire wmii per la prima volta, potreste voler scrivere
su un foglio di carta alcuni comandi. Naturalmente potreste
benissimo iniziare senza, ma \`e probabile che rimaniate bloccati
molto presto. Ecco la lista di quello che vi torner\`a utile:
\begin{itemize*}
\item MOD+Tab = passa ad un'altra pagina
\item MOD+shift+Tab = passa ad un'altra scheda nello stesso frame (tabbed frames)
\item MOD+ctrl+a = apre il menu delle azioni
\item MOD+ctrl+p = apre il menu dei programmi
\item MOD+t = apre un Xterm
\end{itemize*}
Vi ricordo che \texttt{MOD} solitamente corrisponde al tasto
\texttt{ALT} (sinistro), ma pu\`o essere qualcos'altro se avete
cambiato la configurazione di xmodmap.
Il layout predefinito \`e \emph{tiled} (a finestre affiancate). Per
iniziare si potrebbero aprire alcuni Xterm. Per farlo, \`e sufficiente
premere \texttt{MOD+t}. Dopo aver aperto 4 Xterm, avrete un buon
banco di prova per i vostri esperimenti.
Avete notato che wmii ha posizionato e rimpicciolito
automaticamente le nuove finestre quando le ha create? Si tratta di
una caratteristica importante, che dovrebbe aiutarvi a tenere la
mente pi\`u libera.
Ora, digitate alcuni caratteri. Il terminale in cui compaiono \`e
il client \emph{selezionato} (\emph{selected}).
Come fare per spostare la selezione\footnote{o focus}, ora? \`E
molto semplice: basta premere \texttt{MOD+Tab} e sarete portati
verso l'Xterm successivo. Provatelo un po' di volte, per prendere
confidenza con il sistema.
\subsection{Provare layout diversi}
Il layout \emph{tiled} \`e gi\`a molto potente, ma wmii ne
propone anche altri. \`E venuto il momento di provarli
tutti. Premete \texttt{MOD+shift+m}, ora. Come potete vedere,
tutte le finestre (frame) sono ingrandite fino ad occupare la
pagina intera. Be', in effetti vedete un solo frame di fronte a
voi. \`E di questo che tratta il \emph{max} layout: frame
massimizzati.
Ora premete di nuovo \texttt{MOD+Tab} per passare da un frame
massimizzato all'altro. Vedete com'\`e facile? In effetti il
layout massimizzato \`e uno dei preferiti per molte persone, dal
momento che \`e possibile sfruttare tutto lo spazio possibile
sullo schermo per un solo frame. E poi, semplifica la vita anche
sotto un altro punto di vista: tiene lontano dallo sguardo tutte le
informazioni che non sono direttamente correlate con il frame
selezionato, in modo che ci si possa concentrare meglio sul lavoro.
Ma ci sono ancora altri layout da provare. Premete
\texttt{MOD+shift+g} per entrare nel \emph{grid}
layout. Osservate come gli Xterm sono ora ordinati come le
caselle di una scacchiera. La filosofia di questo layout \`e che
ogni frame deve occupare lo stesso spazio degli altri. Potete
sempre usare \texttt{MOD+Tab} per passare da un frame
all'altro. La barra del titolo del frame selezionato ha un
colore diverso dagli altri. Si tratta di una caratteristica
utile quando utilizzerete i frame a schede --- di cui saprete
piu\` avanti.
Proviamo ancora un altro layout. Premete \texttt{MOD+shift+f}
per entrare nel \emph{float} layout (a frame
fluttuanti). Tutti gli Xterm sono ora sparsi senza
nessun ordine all'interno della pagina. Questo layout somiglia
al sistema di controllo vecchio stile di tutti gli altri
noiosissimi window manager.
Potete ora passare al vostro layout preferito.
\begin{itemize*}
\item \texttt{MOD+shift+m} = max layout
\item \texttt{MOD+shift+t} = tiled layout
\item \texttt{MOD+shift+g} = grid layout
\item \texttt{MOD+shift+f} = float layout
\end{itemize*}
\subsection{Frame a schede (\emph{tabbed})}
Fino ad ora abbiamo utilizzato un solo client per frame. \`E
gi\`a una configurazione molto utile, ma se doveste aprire molti
client, l'area di lavoro diverrebbe sovraffollata. Per evitare
questo problema, wmii utilizza la tecnica dei frame a schede, o
\emph{tabbed frames}, che permette di inserire pi\`u di un
client nello stesso frame. I vari client utilizzano comunque
tutto lo spazio disponibile nel frame, ma sono ordinati per
schede --- proprio come nel vostro browser preferito. Le schede
saranno visibili nella barra del titolo del frame, che sar\`a
suddivisa in tante parti quanti saranno i client presenti nel
frame.
Fin qui la teoria. Ora facciamo qualche prova. Selezionate un
Xterm di vostro gradimento e premete \texttt{MOD+u} per
sbloccare il frame. Tutti i client che aprirete da questo
momento saranno inseriti in questo frame. Premete \texttt{MOD+t}
per aprire un Xterm. Osservate come il nuovo terminale si trovi
sempre nello stesso frame, mentre la barra del titolo \`e divisa
in due. Ora, come fare per accedere all'Xterm nascosto? Sar\`a
sufficiente utilizzare la scorciatoia
\texttt{MOD+shift+Tab}. Premetela per passare all'altro client
nello stesso frame. Se premete di nuovo \texttt{MOD+Tab},
vedrete che potete sempre passare agli altri frame presenti
nella pagina, com'era gi\`a possibile fare prima.
Ora tornate al frame con due client e premete
\texttt{MOD+shift+u} per bloccare il frame. Se provate ora ad
aprire una nuova finestra, verr\`a creato un nuovo frame, come
al solito.
Avete imparato due concetti fondamentali di wmii:
\emph{bloccaggio (locking)} e
\emph{sbloccaggio (unlocking)} dei frame.
\section{Altri concetti}
\subsection{Zoom}
Wmii ha una caratteristica chiamata \emph{zoom}, che cerca di
riordinare i frame che ha in gestione per dare a quello
selezionato il maggior spazio possibile. \`E una funzionalit\`a
molto utile nel tiled layout. Potete utilizzare lo zoom premendo
\texttt{MOD+Invio}.
\subsection{Workspace virtuali}
Fino ad ora avete utilizzato una sola pagina, ma wmii vi
permette di utilizzarne quante ne volete. Potete creare una
nuova pagina premendo \texttt{MOD+crtl+y}. Per passare
attraverso tutte le pagine, baster\`a premere \texttt{MOD+l}.
\subsection{Massimizzare}
A volte vorrete sbarazzarvi della pagina disordinata con cui
state lavorando, per visualizzare un solo frame. \`E possibile
premendo \texttt{MOD+m}. Wmii creer\`a una pagina virtuale con
un solo frame massimizzato (quello precedentemente
selezionato). Potete sempre tornare alle pagine precedenti
premendo \texttt{MOD+l}. Per far tornare il frame massimizzato
alla sua pagina di provenienza, premete ancora \texttt{MOD+m}.
\subsection{Come spostare i frame}
Vi sarete chiesti come spostare un client esistente, per
metterlo in un altro frame o in un'altra pagina. In wmii si
opera ``distaccando'' e ``riattacando'' il frame in
questione. Il processo \`e pi\`u semplice di quanto si creda:
Prima di tutto, dovete selezionare il frame che volete
spostare. Una volta selezionato, premete \texttt{MOD+d} per
distaccare il client. Vedrete che il client scomparir\`a
immediatamente. Mantenete la calma, il client esiste ancora
nella memoria di wmii.
Ora andate in un altro frame, sbloccatelo (\texttt{MOD+u}) e
attaccate il client che avevate distaccato premendo
\texttt{MOD+a}. Il client far\`a ora parte del frame
selezionato. Potete ora bloccare nuovamente il frame premedo
\texttt{MOD+shift+u}.
Potete anche prendere un client che si trova in una scheda e
metterlo in un frame indipendente. Selezionate il client che vi
interessa e distaccatelo (\texttt{MOD+d}). Ora assicuratevi che
tutti i frame siano bloccati, in modo che non sia possibile
attaccarlo per errore ad un frame esistente, e premete
\texttt{MOD+a}. Come potete vedere, il client ha ora un frame
tutto per s\'e.
\subsection{Riassumendo}
\begin{itemize*}
\item \texttt{MOD+Invio} = zoom su un frame
\item \texttt{MOD+ctrl+y} = crea una nuova pagina
\item \texttt{MOD+l} = passa alla pagina successiva
\item \texttt{MOD+m} = massimizza un client
\item \texttt{MOD+u} = sblocca un frame
\item \texttt{MOD+shift+u} = blocca un frame
\item \texttt{MOD+d} = distacca un client
\item \texttt{MOD+a} = riattacca un client precedentemente distaccato
\end{itemize*}
\subsection{Flashback}
Potete generare facilmente una lista di tutte le combinazioni da
tastiera in wmii con una piccola utility chiamata \texttt{wmirefcard}.
Congratulazioni. Avete imparato tutto quello che c'\`e da sapere
per lavorare con wmii. Nel prossimo capitolo approfondiremo
alcuni aspetti dell'interfaccia di configurazione del window manager.
\section{Uno sguardo sotto la superficie}
\subsection{Strumenti}
Wmii \`e composto da un certo numero di minuscoli tool, ognuno
dedicato ad un compito particolare. Questi strumenti sono in
grado di comunicare tra loro utilizzado un filesystem
virtuale. Questo tipo di design segue da vicino le regole
principali di Unix --- la \emph{Regola della Modularit\`a} e la
\emph{Regola della Composizione}.
Potrete approfondire questi e altri princ\`ipi importanti in
\emph{The Art of Unix Programming}\footnote{Il libro \emph{The
Art of Unix Programming} di Eric S. Raymond \`e disponibile
online a questo indirizzo: http://www.faqs.org/docs/artu/} di
Eric S. Raymond.
\subsection{wmibar}
Wmibar \`e un piccolo tool con lo scopo di disegnare sullo
schermo una piccola barra con delle informazioni utili.
\subsection{wmimenu}
Wmimenu \`e un tool che crea menu. \`E altamente configurabile
tramite il filesystem virtuale, in modo che chiunque possa
creare i propri menu o possa modificare il comportamento degli
stessi.
\subsection{wmikeys}
Wmikeys si occupa di tutto quello che ha a che fare con le
combinazioni di tasti. Fondamentalmente intercetta i comandi da
tastiera ed esegue le azioni ad essi associate. Come sempre, \`e
un tool configurabile attraverso il suo filesystem.
\subsection{wmifs}
Wmifs ha lo scopo di collegare tutti i diversi filesystem
virtuali dei vari strumenti di wmii in un unico namespace che si
comporta come un unico filesystem virtuale nei confronti del
mondo esterno. In altre parole, wmifs mette insieme le
interfacce dei tool di wmii e le presenta come se fossero
un'unica interfaccia.
\subsection{wmir}
Wmir \`e utilizzato per leggere e modificare il filesystem
virtuale esportato da wmifs. Potete utilizzare wmir per
controllare praticamente qualsiasi cosa in wmii che abbia una
rappresentazione in wmifs.
\section{A tour in ixpfs}
Se lanciate \texttt{wmir read /} potete visualizzare il nodo root di
ixpfs. Analogamente, potete navigare all'interno di questo
filesystem come fareste per qualsiasi altro albero di directory.
\section{Copyright notice}
Beginners guide to wmii
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